Vivere un’esperienza significa trasformare un’azione in emozione e ricordo. Questo succede quando si abita un luogo e quando lo si attraversa e questo sa bene Maria Vittoria Paggini, curatrice e direttrice di Casaornella, lo spazio in via Conca del Naviglio 10 che aprirà le sue porte per la design week milanese con un tema che celebra il tempo e la bellezza della terra in cui siamo immersi: Mediterraneo, Andamento Lento.
Un omaggio ai colori, alla musica, alla cultura di un mondo millenario e un luogo da scoprire, pieno di colori, suoni e sapori. Ne abbiamo parlato con la sua ideatrice.
Cosa è Casaornella? Casaornella è uno spazio fluido, un contenitore di idee e visioni che si trasformano in esperienze. Non è solo una showroom, non è solo una casa: è un luogo dove il design si vive, si scopre e si intreccia con la vita quotidiana. È un ecosistema in cui creativi, architetti, brand e artisti trovano connessioni inaspettate e dove ogni oggetto racconta una storia, perché ha trovato il contesto giusto per esistere. È la mia visione!
Come sei arrivata a immaginarla? Casaornella è nata dalla necessità di unire realtà parallele in un unico spazio vivo. Ho sempre creduto che il design non dovesse essere una vetrina, ma un’esperienza da abitare. L’ho immaginata come una casa in cui il confine tra esposizione e quotidianità si dissolve, dove ogni elemento ha senso solo perché viene vissuto. È il risultato di un intreccio naturale tra il mio percorso, le persone che ho incontrato e la voglia di creare un luogo che fosse insieme punto di riferimento e campo aperto alla sperimentazione.
Quest’anno il fil rouge che lega il progetto Casaornella è Mediterranea – Andamento Lento: cosa significa per te portare l’atmosfera del Mediterraneo sul palcoscenico globale della design week? Mediterranea è una dichiarazione di intenti. In un mondo che accelera, Casaornella sceglie un ritmo diverso, fatto di gesti autentici, materiali che raccontano storie e una convivialità spontanea. Il Mediterraneo è un linguaggio estetico ma anche un’attitudine: accogliere, mescolare, lasciare spazio all’incontro. Portarlo alla Design Week significa restituire una dimensione più umana e sensoriale al design, un respiro profondo che invita a fermarsi e immergersi nell’esperienza.
In che modo il design diventa esperienza? Il design smette di essere solo un oggetto quando entra nella vita delle persone. Diventa esperienza quando riesce a generare una sensazione, un ricordo, una connessione emotiva. Casaornella lavora su questo: creare contesti in cui il design non è esposto, ma vissuto. Una cena attorno a un tavolo diventa un momento di scoperta del materiale, della sua storia. Un bagno non è più solo una funzione, ma un passaggio scenografico che cambia la percezione dello spazio. L’esperienza è il vero punto di arrivo del design.
Cosa è per te oggi la Design Week milanese? La Design Week è un territorio in costante mutazione. Un momento di risonanza globale in cui il design si mostra, ma anche si sperimenta. Per me è una mappa da tracciare ogni anno in modo diverso, un’occasione per amplificare la voce di Casaornella e creare nuove traiettorie. Non si tratta solo di esposizione, ma di relazione: chi incontri, cosa resta dopo, come si costruiscono progetti che vanno oltre la settimana. È la possibilità di creare un’impronta che duri nel tempo.
Il bagno e la cucina sono i protagonisti del tuo spazio: cosa rappresentano oggi questi due spazi nell’equilibrio di una casa? Per me il bagno è sempre stato un luogo centrale, uno spazio di passaggio e di immersione, quasi un living segreto. Ho vissuto in case in cui il bagno era un luogo ampio, vissuto, non relegato a funzione. Casaornella lo porta all’estremo: il bagno è una scenografia, un percorso emozionale, un’esperienza che ribalta la percezione tradizionale. La cucina è l’altro cuore pulsante: progettata per essere un luogo di incontro e di creatività, dove il gesto quotidiano del cucinare diventa parte di un racconto più ampio. Entrambi sono luoghi di transizione e trasformazione, fondamentali per l’equilibrio di una casa.